Dottorato di ricerca, formazione post laurea e formazione permanente

Come detto in precedenza, obiettivo primario dell’Ateneo deve essere il miglioramento del profilo dei suoi laureati, allo scopo di raggiungere un’alta qualità diffusa e di favorirne la collocazione nel mondo del lavoro. Tale obiettivo non si esaurisce con la laurea o la laurea magistrale. Si può anzi dire che il connotato specifico di un Ateneo con l’ambizione di segnalarsi tra i primi a livello nazionale ed europeo come il nostro, sia quello di disporre di un’offerta ampia, articolata e concorrenziale di corsi e attività di terzo livello.

A cominciare, ovviamente, da quelli rivolti al conseguimento del dottorato di ricerca, attività nella quale le due principali funzioni universitarie, quella formativa e quella di produrre ricerca originale, confluiscono. È dunque necessario uno sforzo continuo per una valorizzazione sempre più efficace e riconoscibile del dottorato di ricerca e per sensibilizzare le imprese sull’importante ruolo che i dottori di ricerca possono svolgere per l’innovazione e la competitività. Da lungo tempo è in preparazione, presso il Ministero, una nuova normativa concernente il dottorato di ricerca, che senza dubbio ne ridisegnerà l’organizzazione e l’articolazione. Quali che siano i percorsi che saranno indicati, va riconosciuta fin da ora la centralità programmatica che i corsi di dottorato devono avere per lo sviluppo della nostra Università. Centralità che dovrà essere sottolineata garantendo l’impegno della docenza più qualificata, assicurando le opportune risorse e sviluppandone sempre più l’internazionalizzazione. È in questo ambito, infatti, che si manifesta il senso più autentico dei percorsi innovativi che un’Università può e deve offrire.

Ma occorrono anche percorsi post laurea diversi dal dottorato, e cioè master e corsi di perfezionamento, di elevata qualità e in tale ambito è fuori di dubbio che l’Ateneo, per le sue particolari caratteristiche, possa predisporre, molto più di quanto già non accada oggi, un’offerta ampia e articolata di corsi di alto livello e specializzazione, calibrati alle specifiche esigenze della realtà produttiva e del mondo delle professioni, consolidando con questi ultimi legami e forme opportune di collaborazione e integrazione. Si tratta di percorsi molto diversi da quelli dottorali per finalità e sviluppo, grazie ai quali tenere aperto un canale, duttile e organizzativamente più agevole, con le variegate esigenze, sempre in costante mutamento, del mondo del lavoro. Spetta infatti anche, se non solo, all’Università la costante formazione di élites professionali che vogliano essere sempre aggiornate sui progressi scientifici, tecnici e organizzativi dei settori di loro competenza.

La formazione permanente, nelle diverse forme specifiche che può assumere, è una parte integrante dell’offerta formativa dell’Ateneo, che merita attenzione nell’ottica di una strategia che ha anche grande rilevanza sociale, intesa a migliorare conoscenza, qualifiche e competenze. Questo riguarda, per esempio, sia la formazione rivolta a docenti di ogni ordine e grado, sia altre forme didattiche che comportano importanti ricadute sul territorio. Spetta infatti all’Università, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale, organizzare il Tirocinio Formativo Attivo per la formazione del corpo docente delle Scuole secondarie di I e II grado. Un compito “civile” di essenziale importanza, che già la nostra Università svolge e che dovrà continuare a organizzare con sempre maggiore forza e attenzione. Oltre a ciò, il nostro Ateneo è in grado, in vari settori, di organizzare programmi di formazione permanente rivolti alla società civile e al “territorio” (si pensi, per esempio, a quello dell’insegnamento della lingua italiana agli stranieri, o alla mediazione interculturale), come pure al sistema produttivo (quali l’aggiornamento tecnico‐scientifico rivolto a quadri e funzionari delle aziende), svolgendo anche un’importante e insostituibile funzione sociale e culturale in ambito locale e nazionale.

01. ottobre 2012 Autore: Marisa Porrini
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