Didattica

L’offerta didattica dell’Ateneo è stata profondamente trasformata in seguito all’applicazione del D.M. 509/1999 e del D.M. 270/2004 e, in molti settori, ha raggiunto livelli non ulteriormente espandibili. A dodici anni da questa trasformazione è doveroso effettuare una revisione critica dei percorsi offerti e degli ordinamenti didattici, con particolare attenzione alla verifica della congruità dei contenuti didattici alle nuove esigenze della formazione e ai cambiamenti avvenuti nel mondo del lavoro.

L’insegnamento, sempre più dominato dall’accesso immediato all’informazione, deve confrontarsi con la necessità di un nuovo equilibrio tra conoscenza fondamentale e conoscenza pratica (sapere e saper fare) e con il dilemma di una preparazione a largo spettro conoscitivo ovvero ad alta specializzazione.

A tutto ciò vanno aggiunte le problematiche emerse anche recentemente dalla relazione annuale (anno 2011) del Nucleo di Valutazione in relazione al tasso di abbandono, ai tempi di conseguimento della laurea, al numero elevato di iscritti inattivi. Le situazioni e i problemi, pur molto differenti a seconda dei corsi di laurea e dell’area di appartenenza, richiedono tuttavia interventi immediati e mirati.

Un altro aspetto che rende non più procrastinabile il riesame dell’offerta didattica è la necessità di confrontarsi con il processo di accreditamento dei corsi di studio, anche in relazione alla continua diminuzione registrata in questi ultimi anni del numero dei docenti, a causa dell’aumento delle uscite di servizio rispetto a quelle prevedibili dal raggiungimento dei limiti di età e della concomitante contrazione dell’arruolamento di nuovi docenti. Al di là delle regole tuttora in corso di definizione da parte dell’ANVUR (Agenzia di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), sulla base delle quali effettuare l’accreditamento, dovremo essere pronti a una revisione che tenga conto delle risorse e delle potenzialità del nostro Ateneo, per plasmarlo sulle nostre realtà effettive, sui bisogni dei nostri studenti, sulle esigenze che essi quotidianamente esprimono e che devono essere soddisfatte, sia per rendere più agevole il percorso formativo, sia per fornire loro corsi di studio sempre più attenti alla domanda della società e del mercato.

In sostanza, si tratta di affiancare a un progetto di innovazione didattica (già in discussione in numerose aree dell’Ateneo) un più generale e organico “progetto di qualità per la didattica” che si proponga di:

  • implementare e potenziare l’attività avviata dal Nucleo di Valutazione, anche in relazione all’attivazione dei sistemi di accreditamento e di valutazione periodica delle Università definiti dall’ANVUR;
  • implementare e potenziare l’attività di orientamento in ingresso gestita dal COSP (Centro per l’Orientamento allo Studio e alle Professioni) predisponendo, ad esempio, test attitudinali e di orientamento per gli studenti delle scuole superiori distribuiti via rete o altre moderne tecnologie di comunicazione; allo stesso modo, implementare e potenziare le attività svolte dal COSP per l’orientamento all’attività lavorativa e il placement, specialmente per quanto riguarda i rapporti con le imprese e il supporto ai neo‐laureati con le strategie operative atte a concretizzare i propri obiettivi personali e professionali;
  • monitorare con continuità il problema degli abbandoni;
  • promuovere un’attività coordinata di corsi di alfabetizzazione degli insegnamenti di base dei primi anni, utilizzando anche sistemi informatici e piattaforme digitali;
  • attivare la modalità di contratto part‐time degli studenti, per offrire loro la possibilità di concordare con l’Università la durata degli studi e il relativo pagamento delle tasse, limitando la presenza di studenti fuori corso;
  • espandere il programma E‐learning di Ateneo per mettere a disposizione degli studenti nuovi ed efficaci strumenti di apprendimento e verifica delle conoscenze utilizzabili anche a distanza;
  • implementare l’organizzazione di stage e tirocini formativi, aumentando la possibilità di svolgerli all’estero;
  • intensificare gli accordi con le Università straniere per la convalida di crediti e il rilascio di titoli congiunti (lauree, dottorati, master);
  • attuare il potenziamento delle aule e, specialmente, dei laboratori didattici, particolarmente importanti per la formazione e qualificazione di alcune figure professionali;
  • creare le condizioni perché il maggior numero possibile di studenti possa frequentare l’università e utilizzarne le strutture.

È inoltre essenziale sottolineare che il processo di riordino della didattica non può prescindere dai nuovi equilibri che devono instaurarsi tra i Dipartimenti, le Facoltà/Scuole e l’Amministrazione. Il nuovo Statuto, anche a questo riguardo, modifica profondamente i ruoli e le responsabilità: è dunque prioritario un ampio e aperto confronto tra le parti interessate per avviare un’organizzazione e una gestione della didattica razionale e flessibile. La responsabilità centrale dei Dipartimenti deve trovare un momento di confronto e raccordo all’interno delle nuove Facoltà o Scuole, le quali svolgono un ruolo cardine in relazione alla verifica della congruità dei corsi agli obiettivi dell’Ateneo e della miglior utilizzazione delle risorse di docenza e rappresentano pertanto uno strumento di coordinamento e razionalizzazione dell’offerta didattica complessiva. A tale proposito riveste una particolare importanza la gestione di servizi e funzioni comuni ai Dipartimenti che si raccordano a una medesima Facoltà o Scuola: una gestione da definire e attivare in diretta collaborazione con le specifiche divisioni dell’Ateneo. A questo scopo l’attivazione dei Centri di Servizio per la Didattica previsti dallo Statuto può diventare occasione fondamentale di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse dell’Ateneo e di mantenimento e consolidamento di esperienze e professionalità sviluppate e affinate negli anni.

Infine si deve ricordare che per l’area medica, la Facoltà avrà anche l’importante compito di garantire l’inscindibilità delle funzioni assistenziali dei docenti delle materie cliniche da quelle didattiche e coordinare i necessari raccordi tra i corsi di laurea sanitaria e di specializzazione e le aziende ospedaliere. Allo stesso modo per l’area veterinaria la Facoltà rivestirà un ruolo nella gestione dell’Ospedale veterinario.

01. ottobre 2012 Autore: Marisa Porrini
Categoria: Didattica | Lascia un commento

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